A Codogno un viaggio “senza confini”
nella memoria di Santa Francesca Cabrini

(da “Il Cittadino di Lodi” del 30 settembre 2011)
Accade in automatico: si pensa a Santa Francesca Cabrini e subito il pensiero vola oltreoceano, all’opera missionaria svolta dalla religiosa in America. Ma il segno evangelico di Santa Cabrini è stato vivacissimo (e lo è tutt’ora) anche in Europa.
In Italia naturalmente, ma anche in Francia, Spagna e nel Regno Unito. Proprio le fondazioni europee di Santa Cabrini sono protagoniste dell’omonima mostra visitabile presso l’Istituto missionario cabriniano di Codogno, casa madre delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù fondata da Madre Cabrini nel 1880: un percorso articolato tra antichi documenti e pergamene originali, memorie e lettere autentiche, oggetti e ricordi dell’intensissima opera d’evangelizzazione avviata in Europa da Santa Francesca Cabrini.
Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, la mostra è stata inaugurata nei giorni scorsi proprio nell’istituto missionario al civico 3 di via Cabrini. Già la “location” vale la visita all’esposizione: una stanza con soffitto a volte inserita nell’antico chiostro dove partì l’avventura missionaria della Santa.
Subito una “chicca” ad accogliere i visitatori, ovvero la sedia e la scrivania originali della stanza di Madre Cabrini. La mostra è divisa in cinque sezioni, che focalizzano l’opera evangelica della religiosa in Italia, in Francia, in Spagna, nel Regno Unito, per terminare con il “focus” su come ancora oggi in Europa il messaggio della Cabrini sia fecondo (con ospedali, case di riposo, case di spiritualità e con l’opera educativa nelle scuole di Bilbao, Madrid, Londra, Torino, Roma, Milano e Sant’Angelo Lodigiano).
Numerosi i documenti originali in esposizione, prestati dalla Casa Generalizia di Roma e dall’Archivio storico diocesano di Lodi. Molti i documenti arrivati dall’Inghilterra. Ecco così il manoscritto redatto nel 1883 delle prime Regole dell’Istituto o le memorie della casa di Codogno.
Bellissime nei loro colori vivaci le tante pergamene artistiche (con tanto di firme delle suore) di cui ogni singola casa missionaria omaggiava la Santa. Tanti i contratti originali (soprattutto inglesi) che testimoniano il piglio imprenditoriale della Santa, attivissima nel comprare ville ed edifici dove avviare comunità religiose.
Assolutamente prezioso il volumetto che racchiude le prime regole dell’Istituto scritte in inglese. Di altissimo valore anche l’orologio facente parte dell’arredo della bella villa di Noisy-Le-Grand comprata in Francia da Madre Cabrini nel 1914, abitazione di Josephine di Tascher de la Pagerie, prima moglie di Napoleone Bonaparte.
Promossa con il patrocinio di Regione e Provincia, la mostra resterà visitabile (previo appuntamento) fino al 13 novembre.
Luisa Luccini